Dal donor report al bilancio sociale: come valorizzare attività e risultati della raccolta fondi
- chiamontesano
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Aggiornamento: 14 ore fa
In che relazione sono la rendicontazione sociale e l’attività di raccolta fondi?
Gli enti del terzo settore, che svolgono attività di raccolta fondi (Art. 7 Codice del Terzo Settore) sono chiamati al rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico.
Se in passato il Donor Report era considerato un atto di cortesia o uno strumento di "marketing relazionale" per fidelizzare il sostenitore, oggi si inserisce in un framework di accountability multidimensionale, di cui fanno parte altri strumenti di trasparenza e rendicontazione sociale, intesa come narrazione quantitativa e qualitativa delle responsabilità, dei comportamenti, e dei risultati sociali, ambientali ed economici delle attività svolte da un'organizzazione. Tra cui il bilancio sociale. La relazione illustrativa per le raccolte occasionali
Uno degli strumenti di rendicontazione sociale, potrebbe in qualche modo essere considerata la Relazione illustrativa che fa parte del Rendiconto per la singola raccolta fondi occasionale (Linee Guida sulla raccolta fondi per gli Enti del Terzo Settore - DM 9 giugno 2022).
Gli Ets che svolgono attività di raccolta fondi occasionale devono infatti inserire all'interno del bilancio, un rendiconto, per ciascuna campagna, dal quale devono risultare, anche a mezzo di una Relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, oltre alle entrate e alle spese, anche una descrizione dell’iniziativa e delle sue finalità.
Purtroppo, la prassi dimostra che gli enti, pur attenendosi, anzi attenendovisi troppo strettamente, allo Schema di rendiconto e relazione illustrative delle Linee Guida, non forniscono in questi documenti sufficienti elementi descrittivi che permettano di comprende le attività svolte e i risultati sociali raggiunti.
La relazione di missione
Un altro contenuto descrittivo che potrebbe considerarsi una qualche sorta di rendicontazione sociale della raccolta fondi, si rinviene nella Relazione di Missione (Mod. C DM 5 marzo 2020). Siamo quindi nei casi in cui l’Ets per dimensioni di entrate sono tenuti a redigere il bilancio di esercizio composto da Stato patrimoniale, Rendiconti di gestione e Relazione di Missione.
Al punto 24) si richiede una descrizione dell’attività di raccolta fondi, sulla base dei valori rendicontati nel Rendiconto gestionale, quindi sia abituale che occasionale.
Anche in questo, la natura prevalentemente economico-finanziaria del documento non permette a questa parte della Relazione di missione di fornire adeguate informazioni su quali siano stati gli obiettivi le attività e i risultati delle diverse campagne di raccolta fondi.
La raccolta fondi nel bilancio sociale
Il documento dove fornire una lettura complessiva e una visione d’insieme dell’attività e dei risultati della raccolta fondi a tutti i nostri stakeholder è il bilancio sociale.
Il bilancio sociale è un documento fortemente consigliato a tutte le organizzazioni non profit: conferma il rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nel rapporto con i donatori.
Gli enti del terzo settore (Art. 14 Cts) con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori ad 1 milione di euro devono depositare presso il Runts, e pubblicare nel proprio sito internet, il bilancio sociale redatto secondo linee guida ministeriali.
Le Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del terzo settore. (DM 4 luglio 2019), quando illustrano la struttura e i contenuti che deve avere il bilancio sociale, prevedono che nella sezione dedicata alla Situazione economico-finanziaria, devono essere fornite specifiche informazioni sulle attività di raccolta fondi; finalità generali e specifiche delle raccolte effettuate nel periodo di riferimento, strumenti utilizzati per fornire informazioni al pubblico sulle risorse raccolte e sulla destinazione delle stesse.
Prevedono inoltre che nella sezione dedicata al Monitoraggio svolto dall’organo di controllo, si confermi il rispetto, nelle attività di raccolta fondi effettuate nel corso del periodo di riferimento, dei principi di verità trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico.
Il legislatore proponendo questa ‘localizzazione’ per le informazioni, ne ha enfatizzato esclusivamente il carattere economico-finanziario della raccolta fondi, a discapito della dimensione sociale.
Ci troviamo quindi spesso a leggere schemi o infografiche, che seppure chiari ed efficaci, sono mancanti di un dettaglio descrittivo che illustri agli stakeholder gli obiettivi le attività e i risultati delle diverse campagne di raccolta fondi.
L’approccio di Tersa
Il Bilancio Sociale degli Enti del Terzo Settore è un documento di rendicontazione sociale, ma è anche uno strumento strategico che consente di dare coerenza a attività risultati e impatti.
Anche nei bilanci sociali, la raccolta fondi è spesso trattata in modo marginale o limitata al solo rendiconto economico.
In realtà il fundraising incide in modo diretto sulla capacità di un ente di realizzare la propria missione e produce effetti che possono e devono essere raccontati in modo strutturato nel Bilancio Sociale.
L’esperienza di Tersa sia nella raccolta fondi che nella rendicontazione sociale, ci ha permesso di sviluppare un approccio integrato, che propone di impostare i contenuti del bilancio sociale in modo da far emergere il valore dell’attività di fundraising per l’organizzazione e l’impatto sull’organizzazione.
Comprendere come collocare la raccolta fondi nel Bilancio Sociale, in coerenza con le Linee Guida Ministeriali, significa migliorare la qualità e l’utilità della rendicontazione sociale e rafforzare la trasparenza verso stakeholder, donatori e comunità di riferimento.
Se vuoi approfondire questi temi o capire come valorizzare al meglio la tua attività di raccolta fondi attraverso la rendicontazione sociale, contattaci all’indirizzo: contattaci@tersa.info Eleonora Cerulli - Consulente TERSA




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